Perché il tuo scrub corpo interessa al Ministero dell’Ambiente

Cosa c’entra il tuo scrub corpo col Ministero dell’Ambiente? C’entra eccome. Esfoliare la pelle di viso e corpo, se non si scelgono i prodotti giusti, può essere una attività estremamente inquinante. Molti scrub contengono infatti delle microsfere di plastica che finiscono nel nostro scarico e vanno ad inquinare acque e mari.

Cosa sono le microsfere

Del problema se ne parla da qualche anno. Una campagna ad hoc se ne occupa attivamente a livello internazionale. Si tratta della International Campaign against microplastic ingredients in cosmetics, supportata da 92 ONG di 38 differenti Paesi.
In molti prodotti di bellezza, in particolare scrub e dentifrici, sono presenti le microsfere, ovvero piccolissime particelle di plastica. Queste microsfere in genere hanno dimensioni più piccole di un millimetro. Vengono utilizzate anche per aumentare il potere esfoliante del prodotto.

Il problema sta nel fatto che queste minuscole sfere, col risciacquo, finiscono nell’acqua e a causa della loro piccolissime dimensioni, sfuggono ai sistemi di depurazione finendo direttamente nei nostri mari e nei nostri fiumi. Vengono così mangiate dai pesci e altri animali ed inquinano anche l’acqua che beviamo. Sono fatte di di polietilene o polipropilene (ovvero sostanze plastiche), e ci vogliono decenni affinché si degradino. Se si considera che la stima delle plastiche che finiscono in mare è di 12 milioni di tonnellate l’anno, si capisce bene la gravità del problema. Illuminante il video realizzato da Story of stuff project:

Già a settembre il Ministro dell’ambiente italiano, Galletti, aveva parlato dell’importanza di approvare la legge di messa al bando delle microplastiche. La cosa, infatti, ci tocca molto da vicino. Il mar Mediterraneo può vantare il triste primato di esser il mare con maggior concentrazioni di microplastiche al mondo.

Microsfere al bando con qualche difficoltà

Vista la gravità del problema, la direzione verso la quale si stanno orientando molti  governi, è quella di vietare l’uso di microplastiche in cosmetica. Questo grazie all’impegno di varie organizzazioni ambientaliste, tra le quali Green Peace. Negli Stati Uniti le microplastiche nei prodotti igiene personali sono vietati già da quest’anno. In Italia un progetto di legge prevede il divieto dal 1 gennaio 2020. In Europa la Francia ha varato la sua  Legge sulla Biodiversita che metterà al bando i prodotti con microplastiche già dal 1 gennaio 2018. Anche la Gran Bretagna ha approvato il divieto già da gennaio 2018. Ma la questione non è così semplice, come si evince da un articolo del Daylymail che racconta come vari “giganti cosmetici” stiano cercando di ridimensionare il divieto inglese, non facendo includere alcune categorie di prodotti.

Quale scrub scegliere

Ma ritorniamo al nostro scrub e cerchiamo di capire se, per il bene dell’ambiente, dobbiamo rinunciarci. Fare uno scrub corpo almeno due volte al mese è importante per rimuovere le cellule morte ed avere una pelle più morbida e pulita. Ma è importante che questo trattamento di bellezza venga fatto nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo. La cosa è possibile scegliendo i prodotti giusti. Il fine non è quello di fare la solita lista dei buoni e dei cattivi. Ci sono aziende a vocazione green, più attente quindi a certe tematiche. Altre che nella loro gamma hanno alcuni prodotti senza microplastiche e altri che invece le contengono. Altre aziende ancora hanno preso atto del problema e si sono impegnate a rimuovere questi componenti entro una certa data. Infine, ci sono aziende che ignorano la questione. Insomma, come sempre il mondo è vario.
Il punto della questione riguarda noi. Se nel bagno di casa nostra utilizziamo prodotti che contengono microplastiche, favoriamo questa forma di inquinamento piuttosto invasiva, e ne siamo in qualche modo responsabili. Quindi non ci resta che scegliere. Ma come?

La lista dei Good Scrub

Non sempre abbiamo gli strumenti gli strumenti per fare scelte in modo consapevole. Una lista di prodotti senza microplastiche è reperibile sul sito della ONG  Fauna e Flora International . Anche sul sito della Campagna internazionale contro le microplastiche negli ingredienti cosmetici ci viene dato un piccolo aiuto. A questo indirizzo trovate una lista di prodotti a cura è suddivisa per paese. Sbirciate nei vari file in verde di più paesi per sapere quali dei numerosi prodotti elencati hanno passato i test. Io l’ho fatto e con mia immensa gioia i due scrub corpo che utilizzo rientrano nella lista verde. Sono il  Rituals The Ritual of Sakura Body Scrub e il The Body Shop Esfoliante Corpo, Dead Sea Salt

No non sono una virtuosa. Devo confessare che è un puro caso fortuito. Certo è che da ora in poi, quando acquisterò un prodotto, cercherò di stare attenta al fatto che non contenga microplastiche. Non voglio che mio figlio e i miei nipoti (se mai ne avrò), in un futuro non troppo lontano, siano sommersi dalla plastica soltanto perché io, oggi, voglio che la mia pelle sia un po’ più liscia.

I vari divieti, posti in atto dai vari Paesi, evidenziano il fatto che la campagna contro le microsfere ha dato i suoi frutti. Una conferma del fatto che, chi compra con le sue scelte può far cambiare le cose. Attenti dunque a quei prodotti che nell’INCI contengono: Polyethylene/Polythene (PE); Polypropylene (PP); Polyethylene terephthalate (PET); Polymethyl methacrylate (PMMA), Nylon.  In altre parole, le microplastiche.

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MCVERI

Giornalista, blogger e video editor. Dopo aver vissuto in Italia e Germania, da qualche anno si è trasferita in Svizzera, a Ginevra. Nel 2015 fonda LipstickPost dove scrive di bellezza, viaggi, alimentazione e lifestyle.

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