A piedi nudi: … a proposito di nati scalzi e Barefooting

L’altro giorno mi è capitato di ascoltare alla radio una trasmissione in cui, tra le altre cose, si parlava di camminare a piedi nudi. Nel corso della trasmissione hanno intervistato un signore che cammina scalzo sempre: con pioggia, neve, caldo, su strade sterrate e asfaltate, in città e in casa. Insomma, cammina scalzo con ogni tempo e in ogni luogo.

I nati scalzi

Questo signore segnalava anche un sito, nati-scalzi.org , che è il punto di riferimento di una associazione che riunisce tutte quelle persone che hanno fatto del camminare scalzi una filosofia di vita. Sul sito sono riportate anche le motivazioni che spingono a questa scelta.

Questa cosa dei piedi scalzi mi ha colpito particolarmente, anche perché ultimamente sono stata a Sidney e lì mi ha stupito il fatto di vedere diverse persone camminare senza scarpe. È anche vero che lo stile di vita australiano è molto più easy e che, grazie alle numerose spiagge cittadine, parecchi camminano in infradito. Ma vedere più di qualcuno scalzo mi ha comunque un pò sorpreso.

Mi sono documentata e pare che la pratica di camminare a piedi nudi abbia un nome, si chiama Barefooting o Gimnopodismo.  Il Barefooting è nato in Nuova Zelanda e ha poi trovato adepti i in tutto il mondo. Pare sia una cosa piuttosto seria.  Alla base c’è la voglia di recuperare l’antica abitudine dell’uomo di camminare a piedi nudi, scomparsa solo in questo secolo, e il voler apprezzare il contatto diretto col terreno e la natura.

I benefici del camminare scalzi

Secondo gli scalzisti sarebbero numerosi i benefici derivati dal camminare scalzi. Tra questi quello di meglio esercitare la muscolatura del piede e quello di prevenire problemi a schiena e ginocchia. Il Barefooting inoltre, ridurrebbe lo stress, favorirebbe il sonno e migliorerebbe anche postura e respirazione. A dimostrazione dei vantaggi per la muscolatura del camminare a piedi scalzi, sempre secondo gli scalzisti, ci sarebbe anche il fatto che vari sport sono praticati senza calzature. Tra questi lo yoga, il pilates, il karatè ed il beach volley.
I sostenitori del gimnopodismo, inoltre, mettono l’accento sul fatto che in genere le calzature causano problemi in quanto spesso non sono correttamente realizzate.

I luoghi dedicati al Barefooting

Per meglio capire quanto diffusa sia questa pratica, basta dare un’occhiata  al numero di luoghi dedicati al Barefooting. Ci sono addirittura parchi e piste dedicati ai camminatori scalzi.
Una lista di luoghi in Germania è disponibile sul sito www.barfusspark.info. Le piste, ovvero i percorsi particolari studiati per i camminatori scalzi, vengono realizzate con materiale ad hoc come muschio, foglie, corteccia d’albero, e a volte anche con aggiunta di paglia, sabbia e qualche sassolino non appuntito.
A Morgex, in Valle d’Aosta c’e anche una pista comunale dedicata  e Svizzera Turismo propone addirittura un elenco dei sentieri per scalzisti.

Camminare scalzi e convenzioni sociali

Ci ho riflettuto ed ho concluso che questa cosa dei piedi scalzi non fa per me. Forse, sono ancorata alle convenzioni sociali che identificano i piedi nudi con la povertà o la poca cura di sé. O forse, è semplicemente il fastidio che provo a camminare a piedi scalzi non appena calpesto una piccola pietruzza. Anche in casa proprio non ci riesco. Il camminare a piedi scalzi mi crea disagio. Ho sempre paura di farmi male. E poi i piedi nudi, secondo me, sono qualcosa da mostrare in privato.

Sono consapevole del fatto che, in estate, i miei piedi li mostro eccome. Sandali e infradito il piede lo lasciano praticamente scoperto. Eppure mostrare i piedi con i sandali oppure senza scarpe equivale per me alla stessa cosa di mostrarsi in bikini oppure in reggiseno e mutandine. Mostrarsi in pubblico bikini è normale, farlo in reggiseno e mutandine invece fa come minimo arrossire. È chiaro che si tratta di convenzioni, ma queste convenzioni fanno parte di me e definiscono il mio senso del pudore, mio malgrado.

A tal proposito ricordo ancora il pudore delle donne giapponesi nel non mostrare i piedi scalzi neppure con i sandali, sotto i quali loro mettono i calzini. Una cosa che invece a noi europei sembra strana. Credo che il mio pudore in fatto di piedi nudi possa fare lo stesso effetto ad uno scalzista. Ma i piedi per me fanno parte della sfera intima, da mostrare solo tramite la convenzione del sandalo. E poi le scarpe mi piacciono e non vorrei farne a meno.

Quando vedo qualcuno che cammina a piedi scalzi penso, di primo acchito, che sia una persona sfrontata ma libera. Un po’ lo invidio ma dentro di me, in fondo, mi infastidisce. La domanda che mi pongo è: perché lo fa se camminare con le scarpe è più comodo ed igienico? Alla fine è ovvio che le motivazioni siano solo affari dello scalzo di turno ma io, schiava delle mie convenzioni, la domanda me la pongo lo stesso, pur non aspettandomi una risposta. E credo di non essere la sola. Quanti incontrando qualcuno, in città, per strada, senza scarpe rimangono indifferenti?

Un ultima riflessione è sui bambini. A loro piace camminare a piedi nudi. Mio figlio lo fa spesso. Per i bimbi non mi pongo domande, perché in fondo penso che per loro le convenzioni non valgano. Per noi adulti si. E su alcuni, me compresa, pesano eccome.

Photo credits: Public Domain/Pixabay.com

MCVERI

Giornalista, blogger e video editor. Dopo aver vissuto in Italia e Germania, da qualche anno si è trasferita in Svizzera, a Ginevra. Nel 2015 fonda LipstickPost dove scrive di bellezza, viaggi, alimentazione e lifestyle.

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