2- Detergere

La detersione rappresenta il primo step di una skincare routine ben strutturata. Detergere il viso in maniera corretta aiuta infatti a mantenere in salute la pelle. La pelle, non va dimenticato, è uno degli organi più importanti del nostro corpo ed é fondamentale prendersene cura.

La pelle 

La pelle, infatti, è il nostro organo più grande e copre l’intera superficie esterna del nostro corpo. In pratica ci circonda e ci contiene, proteggendoci da danni fisici, radiazioni ultraviolette, e infezioni. È un organo complesso, composto da tre strati (tessuti) sovrapposti ciascuno con funzioni specifiche.

Il primo stato è l’epidermide, lo strato esterno che fornisce una prima barriera protettiva. È composto da una vera e propria pellicola protettiva idrolipidica ovvero composta da acqua e lipidi (ovvero il sebo). Subito sotto questa pellicola troviamo lo strato corneo ricco di cheratina e che costituisce circa i tre quarti dell’epidermide. Costituisce la seconda barriera di protezione che contribuisce a rendere la pelle impermeabile.

Il derma è lo strato intermedio  che contiene fibroblasti. Sono loro che produco fibre  di collagene ed elastina, e acido ialuronico che sono essenziali per la struttura della pelle. In particolare le proteine di collagene ed elastina sono le responsabili della tonicità e della elasticità della nostra pelle mentre l’acido ialuronico contribuendo all’idratazione permette alla pelle di resistere alle deformazioni. Inoltre Il derma contiene una rete di vasi sanguigni che forniscono nutrienti e ossigeno alle cellule della pelle e hanno funzione di termoregolazione aiutando a regolare la temperatura corporea.Il derma ospita anche componenti del sistema immunitario che aiutano a proteggere il corpo dalle infezioni e dalle malattie.

Infine troviamo lo strato più profondo l’ipoderma o strato sottocutaneo che contiene tessuto adiposo che ha funzioni di isolamento e protezione.

Capiamo bene dalla sua struttura che la pelle è un organo che svolge funzioni vitali perciò é importante mantenerla in buona salute.  Ed il primo passo per mantenerla in salute è la detersione. Vediamo perché.

LE GUIDE DI LIPSTICKPOST
GUIDA ALLE BASI DELLA SKINCARE

1-LA SKINCARE
– Definiamo la skincare routine
– Cosa è un cosmetico
– Le abitudini
– La personalizzazione
– I benefici della skincar
2- DETERGERE
– La pelle
– L’importanza della detersione
-Perché é sbagliato usare il sapone per detergere il viso
-I tensioattivi
-La Doppia Pulizia (Doppia Detersione)
-Quando fare la doppia pulizia
-I benefici della doppia detersione
-I Detergenti consigliati da lipstickpost

L’importanza della detersione

La detersione ha come obiettivo principale quello di rimuovere lo sporco dalla superficie della pelle, quindi impatta direttamente l’epidermide e rappresenta uno step fondamentale per differenti motivi:

La detersione rimuove sporco e impurità. La pelle è esposta quotidianamente a inquinanti, polvere, e altri detriti ambientali. La detersione aiuta a rimuovere queste sostanze, prevenendo l’ostruzione dei pori e la formazione di acne.

Grazie alla detersione controlliamo la produzione del sebo. La pelle, infatti produce naturalmente sebo, un olio che aiuta a mantenere la pelle idratata e protegge dalle infezioni. Tuttavia, un’eccessiva produzione di sebo può portare a pelle grassa e a problemi come acne e punti neri. La detersione regolare aiuta a mantenere l’equilibrio del sebo.

Una corretta detersione serve a prevenire le infezioni. Detergendo la pelle rimuoviamo i batteri e altri microrganismi che possono accumularsi su di essa riducendo il rischio di infezioni e irritazioni.

Una pelle pulita migliora l’efficacia dei prodotti per la cura della pelle. La pulizia della pelle rimuove le cellule morte e permette una migliore penetrazione dei prodotti per la cura della pelle, come idratanti e sieri, migliorandone l’efficacia.

Detergendo la nostra pelle promuoviamola rigenerazione cellulare. La detersione aiuta a rimuovere le cellule morte della pelle, promuovendo il rinnovamento cellulare e contribuendo a mantenere la pelle giovane e luminosa.

Mantenimento del pH della pelle. La detersione aiuta a mantenere il pH naturale della pelle, che è leggermente acido. Questo ambiente acido è importante per proteggere la pelle da batteri e inquinanti.

Miglioramento dell’aspetto generale della pelle. Una pelle pulita appare più luminosa, liscia e sana. La detersione regolare può aiutare a ridurre l’aspetto di macchie e discromie.

Alla luce di tutte queste differenti motivazioni, comprendiamo bene che detergere non consiste soltanto nell’atto di  rimuovere lo sporco.

La corretta detersione

La detersione corretta del viso è un atto di equilibrio. Non serve soltanto come descritto nel paragrafo precedente, a rimuovere ciò che dall’esterno si accumula sopra di essa ma anche a preservare ciò che sopra la pelle già c’è. Una detersione sbagliata può infatti portare a problematiche anche importanti per la pelle.

Quando si deterge dobbiamo avere bene a mente che il nostro viso rappresenta un habitat. Ad abitarlo sono migliaia di batteri che vivono sulla nostra pelle. É  una cosa del tutto naturale. Questi batteri sono il nostro microbiota cutaneo.  Possiamo chiamarli i nostri “batteri buoni” che aiutano la nostra pelle a restare in salute. L’equilibrio del loro habitat, ovvero della nostra pelle, può essere notevolmente influenzato da una scorretta pulizia. 

Il microbiota del viso è un complesso ecosistema di microrganismi che comprende batteri, funghi, virus e acari. Questi microrganismi vivono sulla superficie cutanea e all’interno dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee, svolgendo funzioni vitali come la protezione da infezioni, la regolazione del pH e la modulazione delle risposte immunitarie. Il microbiota infatti  contribuisce a mantenere il pH della pelle leggermente acido, un ambiente sfavorevole per molti patogeni. Alcuni microrganismi, inoltre, competono con agenti patogeni per le risorse, aiutando a proteggere la pelle da infezioni. Infine svolgono ruoli chiave in vari processi metabolici, come la degradazione del sebo e la produzione di sostanze che influenzano la salute della pelle.

Per preservare questo ecosistema delicato, è essenziale usare detergenti delicati, che non alterino troppo il pH della pelle né rimuovano il sebo necessario ai batteri per vivere e alla nostra pelle per essere protetta. Bisogna detergere il proprio viso evitando l’uso eccessivo di prodotti antibatterici e praticare una detersione equilibrata. L’eccessiva pulizia o l’utilizzo di prodotti sbagliati, come il classico sapone troppo aggressivo, può disturbare questo equilibrio, portando, contrariamente a quanto si possa pensare,  all’accumulo di grasso, ostruzione dei pori e proliferazione di batteri indesiderati.

Non sono solo i batteri che dobbiamo preservare con la detersione ma anche lo strato di grasso che riveste naturalmente  la nostra pelle  Usare detergenti troppo aggressivi porterebbe ad una rimozione di una parte dello strato grasso naturale della pelle del viso. Il sebo che produciamo svolge un ruolo cruciale nel proteggere la pelle da batteri e patogeni, mantenendola idratata, morbida e flessibile, contribuendo alla termoregolazione e trasportando antiossidanti verso la superficie cutanea per proteggerla dai danni dei radicali liberi e dalla luce ultravioletta.

In ultimo va mantenuto un corretto pH, ovvero grado di acidità della pelle, che se modificato non solo può influire sul nostro microbiota ma anche sull’elasticità della pelle.  

In conclusione, detergere il viso nel modo giusto è una faccenda per nulla banale e che va approcciata in maniera seria.  Occorre quindi utilizzare detergenti delicati che non alterino l’equilibrio di pH, sebo, e microbioma. Usare i buoni detergenti è fondamentale. Ma non esiste un detergente universale per tutti; ogni pelle ha il suo equilibrio e necessità specifiche.

Esiste però un  detergente sbagliato. Si tratta di un insospettabile, quello che tutti siamo tentati di usare, per pigrizia e comodità , quello che tutti abbiamo a portata divano sui nostri lavandini : il classico sapone. Cerchiamo di capire perché usare il sapone è sbagliato.

Perché é sbagliato usare il sapone per detergere il viso

L’uso del sapone tradizionale per detergere il viso può essere problematico per diversi motivi:

Il primo è da ricercare nel suo pH elevato . Il sapone viene prodotto tramite una reazione chimica che mescola grassi con una base forte, come l’idrossido di sodio. Questo processo crea un prodotto alcalino, con un pH intorno a 9-10, più alto del pH naturale e leggermente acido della pelle, che è circa 4,7-5,75. Questa differenza di pH può disturbare l’equilibrio naturale della pelle, causando secchezza e irritazione e rendendola più vulnerabile a batteri e infezioni.

La seconda ragione va ricercata nel fatto che il sapone può rimuovere in modo eccessivo il sebo naturale della pelle, che è essenziale per mantenere l’idratazione e proteggere la pelle da elementi esterni.

In terzo luogo, a causa della rimozione del sebo e del disturbo del pH, il sapone può lasciare la pelle secca, tesa e irritata. Può anche provocare desquamazione, prurito e rossore. 

Infine il suo utilizzo prolungato può alterare la barriera cutanea rendendo la pelle più sensibile e suscettibile a problemi dermatologici.

Ecco perché è consigliabile utilizzare detergenti specifici per il viso, formulati per essere delicati sulla pelle, mantenere il giusto equilibrio di pH e preservare gli oli naturali della pelle. Questi prodotti sono progettati per pulire efficacemente senza alterare il delicato equilibrio della pelle.

IL SAPONE

Il sapone ha un pH elevato a causa del suo processo di produzione, che coinvolge una reazione chimica nota come saponificazione. Questa reazione avviene tra un acido grasso (come oli o grassi) e una base forte, tipicamente idrossido di sodio (per il sapone solido) o idrossido di potassio (per il sapone liquido). Durante la saponificazione, i grassi vengono scissi in glicerina e sali degli acidi grassi, che sono le molecole di sapone.

Le basi forti utilizzate nella saponificazione hanno un pH molto elevato, e anche se la reazione trasforma queste basi in un prodotto meno caustico, il sapone finito mantiene comunque un pH relativamente alto, tipicamente tra 9 e 10. Questo pH alcalino è efficace per rimuovere lo sporco e i grassi, ma può essere troppo aggressivo per la pelle, specialmente quella del viso, che ha un pH naturalmente più acido, generalmente tra 4,7 e 5,75. Questa differenza di pH tra il sapone e la pelle può perturbare la barriera acida naturale della pelle, portando a secchezza, irritazione e altri problemi cutanei.

I tensioattivi 

Il sapone é stato il metodo più usato per pulire la pelle sin dall’antichità. Con la rivoluzione industriale,  sono stati immessi sul mercato vari tipi di prodotti detergenti, che si sono evoluti nel corso degli anni e continuano a farlo grazie ai progressi della ricerca scientifica. Si è passati dai saponi alla glicerina degli anni ’50 ai  tensioattivi anfoterici degli anni ‘90, ideali per pelli sensibilissimo agli ultimi tensioattivi dalle formulazioni ecocompatibili. Il fine dei formulatori è quello di creare detergenti che siano il più delicati possibili proprio per salvaguardare il delicato equilibrio della nostra pelle.

Tutti i detergenti si basano sull’uso dei tensioattivi. Ma cosa sono? Dobbiamo pensare a un tensioattivo come a un piccolo aiutante che lavora per pulire la nostra pelle. La sua speciale struttura chimica lo rende perfetto per questo lavoro: una parte della sua molecola ama l’acqua (idrofila) e l’altra parte ama l’olio e il grasso (idrofoba).

Quando usiamo un detergente per il viso che contiene tensioattivi, il processo di pulizia avviene in due fasi principali:

Legame con Olio e Acqua: La molecola di tensioattivo è composta da due parti. Una parte (idrofoba) ha affinità per le sostanze grasse come il sebo e il trucco, attaccandosi a esse. L’altra parte (idrofila) è attratta dall’acqua. Quindi, quando applichiamo il detergente, la parte che ama i grassi si lega allo sporco e alle impurità oleose sulla pelle, mentre la parte che ama l’acqua resta orientata verso l’ambiente acquoso.

Rimozione dello Sporco: Durante il risciacquo, la parte idrofila del tensioattivo entra in azione. Poiché è attratta dall’acqua, essa aiuta a “trascinare” via lo sporco, il grasso e altre impurità a cui è legata la parte idrofoba. Questo processo facilita la rimozione di sostanze che altrimenti non sarebbero facilmente solubili in acqua.

In sintesi, i tensioattivi funzionano come una sorta di ponte tra l’acqua e le sostanze oleose presenti sulla pelle. Creano una miscela emulsionata che, quando viene risciacquata, porta via con sé lo sporco e il grasso, lasciando la pelle pulita. Questo meccanismo è particolarmente efficace perché l’acqua da sola non può rimuovere facilmente le sostanze oleose.

STORIA DEI TENSIOATTIVI 

Inizialmente, i tensioattivi erano principalmente saponi naturali, efficaci ma con limitazioni come la formazione di scaglie in acqua dura e una certa durezza sulla pelle.

  • Dal 1930 in poi: Emergono tensioattivi sintetici come i laurilsolfato, che migliorano le prestazioni in termini di pulizia e schiuma e riducono i problemi in acqua dura.
  • Anni ’40 e ’50: I tensioattivi non ionici diventano popolari per la loro versatilità e gentilezza sulla pelle.
  • Anni ’60 e ’70: L’attenzione si sposta sulla sicurezza e sulla tollerabilità, con lo sviluppo di formulazioni più delicate.
  • Anni ’80 e ’90: I tensioattivi anfoterici, come le betaine, emergono per la loro efficacia e delicatezza, ideali per pelli sensibili e prodotti per bambini.
  • Inizio del 21° secolo: Cresce la richiesta di tensioattivi biodegradabili e ecocompatibili. Si sviluppano opzioni derivanti da fonti rinnovabili.
  • Fino al 2023: L’industria si concentra su tensioattivi sostenibili, sicuri e a basso impatto ambientale.

I tensioattivi sono passati da formulazioni semplici a opzioni sintetiche più efficaci, poi a soluzioni più sicure e delicate, fino ad arrivare a prodotti ecologici e sostenibili, rispecchiando la crescente preoccupazione per la sicurezza e l’ambiente.

Quindi, a questo punto, si sarebbe portati a pensare che trovato il buon detergente il gioco è fatto. Ebbene non è cosi. Manca ancora un punto da affrontare. Una corretta pulizia non consiste in un unico gesto bensì in due. Si tratta di due step che si susseguono, ognuno con un compito preciso, meglio conosciuti come tecnica della doppia pulizia o doppia detersione.

La Doppia Pulizia (Doppia Detersione)

La doppia pulizia è più efficace rispetto a una pulizia basata sull’utilizzo di un solo prodotto perché si concentra su olio e acqua in maniera mirata.  Il primo step di questa tecnica  rimuove impurità oleose come trucco e sebo, mentre il secondo passo, a base di acqua, pulisce i residui rimanenti e le impurità a base acquosa. Questa combinazione assicura una pulizia più approfondita dei pori e una migliore preparazione della pelle per i trattamenti successivi.

I principi chimici alla base della doppia pulizia

I principi chimici alla base di questa tecnica sono due:

“Simile dissolve simile”: Questo principio afferma che sostanze con proprietà chimiche simili tendono a dissolversi l’una nell’altra. Per esempio, i solventi polari (come l’acqua) dissolvono soluti polari, mentre i solventi non polari (come molti oli) dissolvono soluti non polari.

Polarità: Si riferisce alla distribuzione delle cariche elettriche in una molecola. Molecole polari hanno una distribuzione di carica non uniforme, mentre molecole non polari hanno una distribuzione di carica uniforme. La polarità influisce su molte proprietà fisiche e chimiche, tra cui la solubilità, il punto di ebollizione e il punto di fusione.

Il concetto di doppia pulizia sfrutta queste nozioni chimiche. Un detergente a base di olio (non polare) è efficace nel rimuovere impurità non polari come l’eccesso di sebo, i cosmetici a base grassa, le creme solari, agenti inquinanti solubili solo nel grasso ect..

Un detergente a base d’acqua (poiché l’acqua è polare) è efficace per rimuovere impurità polari. Ovvero tutte quelle impurità come sudore, residui di prodotti a base acquosa, inquinanti ambientali, batteri, tracce di prodotti per la cura dei capelli, residui di saponi e alcuni tipi di trucco.

La doppia detersione si basa su una distinzione chiara.  Olio e acqua versati in un contenitore rimangono separati per le loro proprietà intrinseche: l’olio, non polare, e l’acqua, polare. Questo principio guida l’efficacia della doppia pulizia, permettendo ai detergenti specifici di agire in modo mirato sui diversi tipi di impurità presenti sulla pelle.

LE ORIGINI DELLA DOPPIA DETERSIONE

La doppia pulizia non è soltanto un trend recente, ma ha radici storiche profonde. nel Giappone del periodo Heian, che risale al 794-1185 d.C., le donne della corte erano abituate a indossare trucchi molto pesanti. Rimuovere questi cosmetici non era semplice. Ecco dove entrano in gioco gli oli, come l’olio di camelia. Questi oli erano la soluzione perfetta per sciogliere il trucco prima di passare a una detersione a base d’acqua.

La doppia detersione esisteva già in Corea da tempo, ha conquistato l’attenzione internazionale con l’ascesa della K-beauty. La filosofia della bellezza coreana che pone l’accento sulla prevenzione e sulla creazione di una routine dettagliata per assicurare una pelle sempre luminosa e sana. Ed è proprio in questo contesto che la doppia pulizia ha trovato il suo posto d’onore. Questa pratica sta diventando sempre più popolare perché funziona davvero bene.

I due step della doppia detersione

Ma vediamo nei dettagli come cominciare questa tecnica. 

Pulizia a base di olio (Fase oleosa)

Il primo passo nella doppia pulizia consiste nello scegliere un detergente a base di olio. In commercio ce ne sono vari, oli struccanti, burri, o latti. Sono tutti prodotti a base grassa capaci di attirare come calamite le sostanze grasse depositatesi sul viso come make-up o creme solari .

Alcuni sostengono che questo passaggio sia sconsigliato per alcuni tipi di pelle, tipo le pelli grasse, altri trovano la pulizia a base di olio troppo pesante. Ebbene è un passaggio adatto a tutti, ricordate che il grasso del baume che viene applicato sulla pelle, e che alcuni temono resti sul viso, verrà rimosso con il secondo step della nostra doppia pulizia. Ovviamente va scelto il prodotto adatto ad ognuno ed ecco cerche utilizzare un solo prodotto per detergere non basta. Chi si strucca in maniera importante può trovare più efficaci detergenti a base di olio come i burri (o balm) capaci di rimuovere agevolmente anche make-up waterproof. Chi dovesse trovare i balm troppo pesanti può invece orientarsi verso gli oli che sono di consistenza meno spessa. Le pelli particolarmente sensibili possono invece scegliere texture come quella del latte detergente. 

Una volta emulsionato con un po’ d’acqua, il detergente a base di olio si lega alle impurità oleose, permettendo di rimuoverle facilmente quando si risciacqua il viso. Massaggiando il nostro detergente oleoso dissolviamo l’eccesso di sebo, le sostanze inquinanti che si sono depositate durante la giornata, i residui dei filtri solari e ovviamente per chi si trucca il make-up. Tutto ciò che ostruisce i pori in questa fase viene dissolto. Le molecole lipofile del nostro detergente attireranno le molecole grasse delle impurità che ostruiscono i nostri pori. 

Da non sottovalutare  è il tempo da dedicare a questo step. E importante massaggiare la pelle per almeno un minuto assicurandosi di sciogliere bene tutte le impurità. Questo massaggio inoltre porta con se un secondo beneficio stimola la circolazione.

Pulizia a base di acqua (Fase acquosa)

Dopo aver rimosso le impurità a base oleosa, il secondo passo della doppia detersione coinvolge l’uso di un detergente a base d’acqua per rimuovere quelle impurità che l’acqua può catturare meglio sfruttando la polarità. L’acqua, essendo una molecola polare, attrae le altre impurità formate da molecole polari, come sudore, polvere e alcune sostanze inquinanti, che gli oli non sono riusciti a catturare a causa della loro non polarità. In questo contesto, entrano in gioco i tensioattivi presenti nel detergente a base d’acqua. I tensioattivi, grazie alle loro parti idrofile e idrofobe, sono in grado di interagire sia con l’acqua sia con le impurità non polari, facilitando la rimozione di queste ultime.

Inoltre, la fase acquosa rimuove anche i residui dello struccante a base oleosa. I detergenti a base a base grassa utilizzati nel primo step, sono formulati per essere idrosolubili, si sciolgono a contatto con l’acqua, a differenza degli oli puri come olio di cocco o olio di oliva, che non si dissolvono a causa delle caratteristiche chimiche di olio e acqua e possono lasciare un eccesso di grasso sulla pelle. Ecco perché i tensioattivi sono cruciali anche in questa fase: permettono al detergente a base d’acqua di emulsionare e rimuovere efficacemente anche gli oli formulati, evitando la necessità di un detergente eccessivamente aggressivo, che potrebbe danneggiare il film idrolipidico della pelle.

Il detergente a base acquosa va emulsionato con acqua e massaggiato sul viso per almeno 30 secondi, e poi va risciacquato accuratamente sempre con acqua. Questa fase assicura che qualsiasi residuo lasciato dal primo passaggio venga rimosso, lasciando la pelle perfettamente pulita e preservando il suo equilibrio naturale.

In questa fase si potrebbe essere tentati di utilizzare un detergente aggressivo visto lo strato oleoso lasciato dal precedente step. Ma non è una buona idea. Anche il detergente a base acquosa va scelto n base al proprio tipo di pelle. 

PERCHÈ DOPO UN DETERGENTE A BASE OLEOSA SERVE UN DETERGENTE A BASE ACQUOSA?

Dopo la fase oleosa, che rimuove impurità non polari come sebo e trucco, la fase acquosa diventa cruciale. Gli oli, composti principalmente da molecole lipidiche non polari come i trigliceridi, hanno una distribuzione uniforme di carica elettrica e non sono efficaci nel rimuovere impurità polari. L’acqua, invece, è una molecola polare, con l’ossigeno leggermente negativo e gli idrogeni leggermente positivi, rendendola ideale per catturare e rimuovere impurità polari come sudore, polvere e residui di prodotti a base acquosa. Questo spiega perché, dopo aver utilizzato oli nella detersione, è essenziale passare a un detergente a base acquosa per garantire una pulizia completa e profonda del viso.

Quando fare la doppia pulizia.

La doppia pulizia va fatta solo la sera.  Al mattino, invece, non è necessario ripetere questo processo intensivo. Durante la notte, la pelle sviluppa un film lipidico protettivo che è meglio non rimuovere completamente. Pertanto, si consiglia di usare un solo detergente a risciacquo delicato o, per chi ha la pelle secca, un’ acqua floreale. Questa routine più leggera al mattino aiuta a mantenere l’equilibrio naturale della pelle senza aggredirla eccessivamente.

La doppia detersione rimane fondamentale anche se abitualmente non ci si trucca. Questa tecnica non serve a rimuovere solo il make-up ma elimina efficacemente sebo in eccesso, residui di filtri solari, inquinanti ambientali, sudore, cellule morte e batteri accumulatisi sulla pelle, assicurando una pulizia profonda e prevenendo problemi cutanei.

Per ottenere i migliori risultati infine , è bene considerare alcuni dettagli. La temperatura dell’acqua è fondamentale: troppo calda può seccare la pelle, mentre troppo fredda potrebbe non essere efficace. L’acqua da utilizzare sia per la pulizia serale che mattutina deve essere tiepida.

Inoltre è importante  “ascoltare” la propria pelle. Se si notano rossore, irritazione o secchezza, o se non si riesce a rimuovere efficacemente tutto il trucco, non è la tecnica della doppia pulizia che non è adatta a noi ma i prodotti che utilizziamo. Occorrerà dunque considerare di cambiare prodotti e passare, ad esempio, a detergenti più delicati, se dopo la detersione si sente il viso tirare, oppure valutare di utilizzare un balm invece di un olio, se dopo il primo step lo struccaggio non è ottimale.

I benefici della doppia detersione

La doppia detersione permette non solo di pulire in profondità, ma apporta anche benefici a lungo termine per la salute della pelle. Essendo sottoposta ogni giorno allo stress ossidativo, la nostra  pelle é esposta all’invecchiamento precoce. La doppia detersione, permette di rimuovere gli agenti ossidanti, aiuta a contrastare i primi segni dell’invecchiamento e a mantenere la pelle più giovane e luminosa.

Per chi ha la pelle grassa inoltre , questa tecnica può fare la differenza. Un film idrolipidico compromesso può portare a un’eccessiva produzione di sebo e alla comparsa di impurità. Utilizzando una detersione delicata e bilanciata, si aiuta a ristabilire l’equilibrio naturale della pelle, sostenendo un microbiota cutaneo sano, fondamentale per la difesa contro agenti patogeni e irritazioni.

Infine massaggiare la pelle durante la detersione offre vantaggi aggiuntivi. I movimenti effettuati con le dita sul viso per rimuovere trucco e impurità soprattutto nella fase oleosa, non solo aiutano a rilassare i muscoli facciali, ma stimolano anche la microcircolazione, migliorando l’ossigenazione e l’apporto di nutrienti alla pelle. Ciò non solo contribuisce al benessere generale, ma ottimizza anche l’assorbimento e l’efficacia dei prodotti per la cura della pelle applicati successivamente. Inoltre, una pulizia efficace riduce la probabilità di sviluppare imperfezioni come punti neri e brufoli, poiché rimuove i pori ostruiti e previene l’accumulo di batteri. Infine, una pelle ben pulita riflette meglio la luce, risultando più radiosa e uniforme, un aspetto non da sottovalutare nella cura quotidiana del viso.

I detergenti consigliati da Lipstickpost

MCVERI

Giornalista, blogger e video editor. Dopo aver vissuto in Italia e Germania, si è trasferita in Svizzera, a Ginevra. Nel 2015 fonda LipstickPost dove scrive di bellezza, viaggi, alimentazione e lifestyle.

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